Underneath
Vajont

Cliente

OGS

Settore

Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale

Progetto

Art direction Integrated communication Video Music Copywriting

Underneath Vajont è una storia di scienza e umanità, un documentario che inizia con un incontro a Salisburgo, passa per la riscoperta di un sismogramma registrato sessant’anni fa a Pieve di Cadore, attraversa l’archivio di Stato di Belluno, sosta a Erto, segue il corso di acque che veloci si riversano in forre vertiginose, per raggiungere dighe e centrali elettriche che gli uomini hanno imposto a queste montagne e che la tragedia ha consegnato alla storia.

È il racconto del decennio di attività di ricerca che Roberto Francese sta conducendo al Vajont, assieme ai colleghi dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) e a decine di studenti che di anno in anno si sono avvicendati formandosi e crescendo in questa valle.

Una storia di misure geofisiche, modelli tridimensionali e costruzione paziente di un immenso database scientifico per cercare di capire la frana. E se, sulla strada che da Longarone conduce ad Erto, l’improvviso stagliarsi della diga è un’epifania che lascia senza fiato e obbliga a guardare in alto, l’affannarsi paziente di questi ricercatori su quella terra, che una volta era il fianco del monte Toc, obbliga a guardare questo posto da una prospettiva diversa. La scienza e la storia - tragica e dolorosa - si incontrano, si parlano, si riconciliano e alimentano il doveroso esercizio della memoria che si riempie, giorno dopo giorno, di nuovi significati.

Underneath
Vajont

Cliente

Progetto

OGS

Settore

Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale
Art direction Integrated communication Video Music Copywriting

Underneath Vajont è una storia di scienza e umanità, un documentario che inizia con un incontro a Salisburgo, passa per la riscoperta di un sismogramma registrato sessant’anni fa a Pieve di Cadore, attraversa l’archivio di Stato di Belluno, sosta a Erto, segue il corso di acque che veloci si riversano in forre vertiginose, per raggiungere dighe e centrali elettriche che gli uomini hanno imposto a queste montagne e che la tragedia ha consegnato alla storia.

È il racconto del decennio di attività di ricerca che Roberto Francese sta conducendo al Vajont, assieme ai colleghi dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) e a decine di studenti che di anno in anno si sono avvicendati formandosi e crescendo in questa valle.

Una storia di misure geofisiche, modelli tridimensionali e costruzione paziente di un immenso database scientifico per cercare di capire la frana. E se, sulla strada che da Longarone conduce ad Erto, l’improvviso stagliarsi della diga è un’epifania che lascia senza fiato e obbliga a guardare in alto, l’affannarsi paziente di questi ricercatori su quella terra, che una volta era il fianco del monte Toc, obbliga a guardare questo posto da una prospettiva diversa. La scienza e la storia - tragica e dolorosa - si incontrano, si parlano, si riconciliano e alimentano il doveroso esercizio della memoria che si riempie, giorno dopo giorno, di nuovi significati.

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